Ma che fai se al Black Friday non vai? Storia, usi e costumi dell’appuntamento più atteso dell'anno.

“Ma che fai se al Black Friday non ci vai?”


Non volendo in nessun modo mettermi sullo stesso piano del grande Albertone, che nel 1973 esordiva con la celebre canzone “Ma n’do vai se la banana non ce l’hai”. Oggi io vi faccio questa domanda.


Se, infatti, fino a qualche anno fa se ne sentiva parlare solo negli States, oggi anche in Italia il venerdì nero è diventato un appuntamento fondamentale per approfittare di super sconti e offerte incredibili.

E’ il motivo che spinge masse di persone ad accamparsi sulle strade, fuori dai centri commerciali per prenderli d’assalto all’alzarsi delle loro saracinesche, dinanzi agli sguardi attoniti di disarmati addetti alle vendite.


Il Black Friday è la giornata attesa da tanti, durante la quale l’unico verbo da utilizzare è comprare a costo di dare vita anche a scene di follia collettiva. E' il "venerdì di passione", ma mi è difficile dirvi se la passione per lo shopping o la "com - passione" dei commessi.


Da dove deriva questa tradizione? Perché si fa riferimento al venerdì ed al colore nero? Qual è la storia che si nasconde dietro questo evento?


Iniziamo con il dire che il Black Friday cade sempre il giorno dopo il Thanksgiving Day, la festa del Ringraziamento americana, ovvero ogni ultimo venerdì di novembre.

Le storie che girano intorno a questa giornata sono diverse.

C’è chi ha diffuso la notizia che il venerdì nero si chiamasse così perché legato alla tratta degli schiavi che in tale giornata venivano svenduti. Rumor nato nel 2008, diventato virale nel 2014 perché diffuso in un paese che è ancora alle prese con le Guerre Civili, ma che ha ben poco di fondato.


Scoperta la bufala del Black Friday legato al commercio degli schiavi, si diffuse la teoria che parlava di giornata in cui sui libri contabili, grazie allo shopping prenatalizio, si iniziava a segnare con l’inchiostro nero i profitti quando fino a quel momento le perdite erano state segnate in rosso.


Un’altra tesi lega il colore nero al traffico congestionato delle strade e al caos presente nei negozi, provocato da folle di americani attirati dagli sconti anche dell’80% solo per quella giornata.


Qualunque sia la sua origine, il Black Friday è diventato un appuntamento imperdibile e molto atteso da chi vuole fare affari e da chi vende, un giorno fondamentale per il mercato, un manifesto della società consumista, ma anche un’abitudine irrinunciabile per molte persone.




A mio avviso, indipendentemente da quale sia l’origine della giornata, ciò che ha reso il venerdì nero così “imperdibile” e famoso è imputabile alla forte comunicazione che si è sviluppata in questi anni attorno all’evento. Una comunicazione così importante, ridondante e impattante che grazie anche al passaparola ha portato la giornata a posizionarsi nella mente del consumatore come un’abitudine.


Questo è potuto accadere anche grazie alla catena di grandi magazzini Macy’s che nel 1924 organizzò una grande parata per il Black Friday per celebrare l’inizio dello shopping natalizio.

E’ stato questo, infatti, il punto di non ritorno per un appuntamento oggi famosissimo anche in Italia.


Per chi si fosse perso o fosse curioso di vedere cosa i magazzini Macy’s sono capaci di organizzare, vi lascio con un breve video della super americana e divertente parata annuale.




Per sapere cosa vi attende per il Black Friday 2019 all'interno degli outlet village, seguite il canale IG @outletshoppingaddicted.

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